SI CAMBIA!
A partire da oggi il BLOG cambia di indirizzo.
granada304.wordpress.com
A partir de hoy el BLOG pasa a esta nueva dirección.
granada304.wordpress.com
MALARAZZA
Ho incontrato Choi. Per caso vicino casa sua. Quanto tempo senza saper nulla di te, Choi?Che fine hai fatto? Non risponde, come al solito, mi parla di cose che capisco appena, mi parla di Domenico Modugno e di una canzone popolare che dovremmo conoscere tutti quanti e canticchiare la mattina prima di andare a lavoro..."Tu ti lamenti ma che ti lamenti, pigghia nu bastoni e tira fora li renti..."
Prendiamo un caffè nella Plaza de Mariana Pineda, a me non piace il Café Futbol o almeno non ci trovo niente di speciale, è uno dei bar più tipici della città, mi piace la piazza, il nome della piazza, Mariana Pineda è una delle eroine granadine. La piazza in verità è bruttina, mal strutturata, il bar la occupa, le vetrine e le auto non le danno la giusta tranquillità...Choi mi parla e non mi lascia parlare, gli vorrei dire di Melilla, è tanto che non parliamo e probabilmente non sa che ci tornerò, ma forse è meglio così, sicuro che si inventa una scusa per raggiungermi, qualche amore passato o che ne so, e sicuro che poi conosce qualcuno e mi obbliga a parlarci, ad ascoltare una di quelle storie affascinanti e assurde...
Da un po' di tempo a questa parte non posso inserire foto nel blog, è come se Granada fosse vuota, è come una condanna non poter dar colore, sfumature alla quotidianità...mi sforzo e provo a dar colore alle parole...
SPENSIERATEZZA
Prepararme. Aprender a comunicarme. Saber hacer todo por lo que he estudiado. Hacer. Producir. Producir. (esto es) No saber vivir...Añoro los momentos largos que están desapareciendo, las tardes que empezaban sin razón, sin plan, sin nada, empezaban con el timbre de abajo que me comunicaba la llegada de una tarde "spensierata" sin pensamientos y sin deberes, paseando, vagabundeando sin más. Los deberes, las malditas jaulas en las que nos encerramos para ser como los demás, trabajar, sentirse útil, tener dinero, gastar, perder, nunca tener la valentía de admitir un fracaso, una derrota, el dinero lo resueve todo. Los pobres son los fracasados, esto nos han dicho, esto nos han comunicado en la tele, maldita tele, deuelveme mis tiempos largos, mis ocios destructivos antisociales contraproducentes, del ocio no se vive, no se come, no se da de comer, maldita actualidad, quiero volver atrás para leer las letras chicas y no firmar el contrato, el ser adulto no es como lo habían descrito. Y pensar que de niño se desea tener 18 años para poder conducir un coche, volver tarde a casa, fumar, beber... ¿Pero que más me da? Quiero mi tiempo! renuncio al coche, al volver tarde, a lo que sea por mi tiempo. Para que pueda ir más despacio, para que me de tiempo de leerme un libro en paz, para que me de tiempo de tomar un café de 4 horas y no de 15 minutos. Quiero mi tiempo para poder estar tumbado a tu lado toda la mañana y la tarde y la noche. Mi tiempo para nosotros, para los amigos, la familia, aburrirme de escuchar a mis hermanos hablar uno de coches rotos y el otro del cine corrupto, hablar de futbol con Fabrizio y Roberto aunque no me guste hablar de futbol, hablar con ellos de los paseos por las tardes de verano, aquellas tardes sin plan, ni metas, aquellas tardes sin pensamientos...
LA CRISI
Questa pagina del mio diario è aperta da qualche giorno ma fa fatica a riempirsi di parole. La crisi sta sulla bocca di tutti ma io non riesco a decifrarla, non riesco a dare le risposte che vorrebbe Soledad alla sua crisi, ai suoi dispiaceri camuffati dietro una tela imbiancata. Chiuso nel mio egoismo cosmico non ci sto più bene. Ho bisogno di guardare vicino, respirare la crisi nei cuori amici e cercare la cura, la nostra cura. Il presente è più bello del passato ma più difficile perché non c'è quella patina fitta fatta di ricordi che oscura i dettagli, non c'è quel filtro che ci fa dimenticare quello che non vogliamo riportare in vita. Nel presente voliamo o cerchiamo di farlo, alla maniera dell'albatro di Baudelaire, ma perché mai proviamo a volare quando potremmo camminare in mezzo alla gente, essere massa nella massa per poi rifugiarci nel sogno come unica fonte di estraniamento?Non ho la risposta Soledad, anche se faccio fatica a dimenticare l'albatro e le sue ali grandi che volano libere...
Non sono riuscito ad abbracciare Asia. L'ho vista un attimo dopo un anno ma non sono riuscito a dirle nulla, non c'erano sentimenti nelle nostre lingue. Come una estranea ha preso la sua bici senza guardare dietro, senza prender fiato ha chiuso definitivamente la porta dei suoi pensieri, i suoi dubbi si sono asciugati rapidi nel vento tiepido di marzo. Mentre si allontana provo a non pensare, perché risposte non ne ho. Col mio egoismo cosmico non posso più vivere, ci diciamo addio al semaforo che divide Testaccio dall'Aventino...
Torno a Granada con la valigia piena di domande, peperoncino e parmigiano reggiano; non entra nient'altro, nemmeno la mia nuova Polaroid e i ibri in cui cercare spunti per le risposte esatte...
ME QUEDA LA PALABRA
La sensación es la de no poder hacer nada aquí, la mia es la impotencia delante de una realidad que empeora siempre más. El poder se alimenta de almas inciertas y mediocres. Asistimos a la deriva de una cultura, la nuestra, libre. Estan volviendo, han vuelto sin cambiarse de traje. Empieza el miedo, el temor mezclado a la impotencia de los que no quieren este sistema monstruoso, asistimos al naufragio, el naufragio! Estamos tocando el fondo, estamos excabando la tierra para enterrar nuestras libertades. Estamos tocando el fondo, estamos quitando las estrellas de nuestro cielo con las mismas manos que han sangrado para iluminarlo, estamos tocando el fondo!
"...Si abrí los ojos para ver el rostro puro y terrible de mi patria
Si abrí los labios hasta desgarrármelos
Me queda la palabra"
Blas De Otero
MALETAS
La valigia è ancora mezza piena, ci sono dentro un po' di vestiti che prendo al mattino e poi dei libri e degli appunti che ho riportato indietro per lasciarli qui e fare un po' di spazio nella mia piccola casa a Granada. Sto solo una settimana. Roma cambia, non è più la stessa o forse sono io che cambio e che non sono più lo stesso di quattro anni fa quando da qui sono partito con poche idee ma con la certezza di non voler tornare presto. Non è ancora tempo di risultati, di voti, di niente di tutto ciò, penso tra me e me che se potessi non tornerei indietro, perché? per fare cosa? Continuo per la mia strada, per il cammino che sto cercando di fare, scegliendo le strade più giuste, badando soprattutto all'onestà, a quei principi in cui credo solo io come un incredulo sognatore...
Vorrei visitare tutti i musei, le gallerie, vedere i miei amici, raccontare di quello che faccio, delle ricerche sulla frontiera, che sarà mai "la frontiera"? prendere tanti tanti caffè, scovare qualche baretto nuovo, un locale scuro con le luci basse, ricordare qualcosa, l'estate scorsa o quella prima...non è passato tanto tempo da quando con Fabrizio e Roberto siedevamo sui gradini di Piazza Trilussa o di Campo de'Fiori e aspettavamo che l'estate ci regalasse qualche bella sorpresa, un sorriso nuovo e straniero, una voce che avremmo dimenticato l'estate dopo e qualche altro ricordo da raccontare oggi o domani.
Roma in fondo mi ricorda chi sono, da dove vengo e questo, aldilà di tutto mi piace, mi appartiene...
LORCA I
Conocí a Lorca antes de llegar a Granada, lo conocí literariamente hablando en
A la salida del teatro Alhambra Rosi recita de memoria la parte de la novia en Bodas d sangre, la actúa tan bien que debe de haber ganado premios y reconocimiento por esta parte tan importante; Tracy en cambio se ríe porque Lorca le recuerda el instituto y algunos momentos felices que comparte con miradas pero sin palabras, su cara no ha cambiado en nada desde aquel entonces, os lo aseguro, y tampoco su risa cantada que alterna a los silencios que todavía no he aprendido a interpretar.
Por fin entiendo a fondo Lorca y me enamoro de la poesía española…
BALADA DEL QUE NUNCA FUE A GRANADA
Rafael Alberti que conocía Granada y Roma escribió esta balada, triste como pocas otras...




Nocturno, R.Alberti
MELILLA II
Sono tornato da qualche ora. L'Africa è lontana ma Melilla è vicina. Probabilmente è più lontana l'Africa da Melilla che Melilla dall'Europa. L'aereo ci mette poco ad arrivare, corre veloce tra le nuvole e sfida il vento forte che viene dall'ovest. La vita a Melilla è dura per gli immigrati che aspettano. E`davvero insopportabile aspettare 3 o 4 anni un permesso per lasciare l'enclave, è duro aspettare un giorno che è un'eternità. Non so come si possa sopravvivere a questo, sono sicuro che lacera dentro, che lascia un vuoto, "el vacío" che è una legge che non si rispetta, un diritto che si ignora e tante vite perse...

Melilla è la viva contraddizione dell'Europa che chiude gli occhi, che guarda altrove, che fa finta di non conoscere la realtà, che si finge sensibile quando succede qualcosa, però che sia lontano, per favore, il più lontano possibile dalla nostra quiete, dalla pace che predichiamo a forza di torti, ingiustizie verso il più debole...


ALÍ HA GLI OCCHI AZZURRI
Alí tiene ojos azules, no se los ha dado su padre, que antes que él, emigró a Europa por dar de comer a sus propios hijos. Alí tiene ojos azules y los dientes casi todos rectos, un trapo verde en el hombro derecho y tantas ganas de trabajar. Se levanta pronto por la mañana, deja el Centro donde vive, serán las 7;por la noche sueña con cosas sencillas: el amor y la madre lejana. Alí tiene ojos azules y por eso no tiene problemas con las mujeres: ya no se busca la vida como antes, ya no le roban el alma gratis. No le hables de descansar, pregúntale cómo llegó aquí y te contará del desierto la noche, de las estrellas pegadas a la nariz, te contará que una noche estornudando las echó lejos. Alí tiene ojos azules y no los verás nunca llorar, porque es demasiado joven para rendirse y demasiado bello para estar solo...
SIN RESPIRO II Y MEDIO
La mia scrivania è piena di fogli da mettere in ordine, da dove inizio? li lascio così come stanno, domani, domani o forse lunedí li sistemerò, o forse no, perché in fondo mi fanno compagnia, non mi disturbano. A Granada il tempo passa rapido, troppo per afferrare tutto quello che non vorrei far scappare via, troppo pure per non perdermi qualche volta qualche evento, qualche film della Filmoteca o del Cine Club Universitario o qualche concerto del Planta Baja. Domani suona Amparo e ricordo d'averla vista nel Planta Baja qualche anno fa con Matteo. Il freddo era lo stesso, indossavo una giacca di lana marrone e una sciarpa verde militare. Oggi porto la stessa sciarpa e quella giacca deve stare nascosta in qualche cassetto, chissà dove. Tra una settimana ritorno a Melilla. Provo le stesse sensazioni di quando, qualche anno fa, preparavo la mia estate alle Canarie a raccogliere testimonianze, storie, racconti di una vita di frontiera...torno e penso che quella frontiera in fondo mi appartiene, mi appartiene quello stare dentro e fuori allo stesso tempo, quel vivere al margine, quella vita disgraziata e tutto il resto...tutto lo sento mio e mi piace raccontarlo, farlo mio, inventare personaggi che sanno le risposte che non so dare...
FRIO Y CHOCOLATE
Muchas gente cumple años en enero: Carlito, Rocho, Elisa, Concha, Patri, Vins, yo e Granada304. Desde hace 3 años escribo sobre esta página, han cambiado algunas cosas, pero no el contenido: mi vida imaginada en Granada y en los sitios donde he estado en estos últimos tiempos...
A veces escribo más y otras menos pero nunca me olvido de ti...
Desde que he vuelto de Roma he estado trabajando y trabajando, uff, pensando en Caronte numero 3 y en las lecturas, en un homenaje a Lorca (que probablemente no haré) y en Melilla, pereparanado mi próximo viaje...




Lo siento por las imágenes de mala calidad...es o que hay si se hacen fotos con camara de video...
CAPPUCCINO CHIARO
Prima di andare via Tracy mi ha lasciato il suo numero di telefono che però devo aver dimenticato dentro Cuore di Tenebra di Conrad che ho letto e abbandonato sopra la scrivania della mia stanza romana. Sostiene Choi che dovrei chiamarla, ma le idee di Choi a me fanno sempre un po' paura. Mi ha ridato il suo numero e forse la chiamerò. Lei non è di qui, però mi ha detto Choi che deve venire e che starà all'Hostal Sanchez, nella stanza di Choi che intanto è partito per Melilla. Mi ha detto che dovrei andare con lui, ma io non posso, glielo spiego che io non sto in pensione e non ho così tanto tempo per viaggiare per il mondo. Mi chiede "a te piacciono le frontiere?E allora che fai ancora a Granada?". Dentro di me penso "grazie Choi per la fiducia" però gli rispondo "Granada è una frontiera d'Europa, è stata l'ultima frontiera del regno mussulmano, è un posto affascinante e qui posso pensare più che in qualsiasi altro posto". Mi guarda e mi chiede "ma a cosa pensi?". Ha ragione Choi, non lo so e non so nemmeno perché ancora non ho chiamato Tracy che intanto sarà arrivata a Granada...la porterò al Mummo perché lì il caffè e il mojito lo fanno buono davvero, e il cappuccino chiaro è probabilmente il migliore di Granada.
Sostiene Choi che a Melilla mi troverò bene, farò ottime interviste e un film e tutto quello che ho sognato e dopo confessato a Choi una notte di un'estate di qualche tempo fa...
1-2-3 POLLITO INGLES

Hace unos días Choi me ha avisado de la llegada a Roma de una amiga, invitandome a ayudarla en el descubrimiento de la ciudad eterna. Admito que me habría encantado quedarme tumbado en el sofa (cómo los primeros días de vacaciones) todo el día, pero a Choi no sé decir nunca que no. Tracy habla inglés con un accento español y castellano con accento inglés, bueno una cosa rara pero graciosa. Le explico que el momento es un poco particular, que hay un poco de tensión en todos los sitos, en la cola en el horno cómo en la parada del bus, que pero se debe no tanto a nuestra cultura latina sino al momento político que estamos pasando, y que pronto (espero) volveremos a la normalidad, a la vida en la calle, a las mujeres sentadas en los portales que te saludan y te preguntan por tu familia y te recuerdan que fuiste pequeñito y que corrias detrás de un balón toda la mañana debajo de la "Sampe". Parece que este país haya cambiado tan de repente y me da una pena verlo tan asustado del presente.

A Tracy le cuento algunos refranes típicos de Roma (se rie cuando le digo "dimme er Pantheon, nun me dí a Rotonda") y le cuento de los poetas, de Pasolini, Belli y del Trilussa doblado con los codos sobre una piedra en Trastevere, cómo si estuviera mirando a la gente que pasa, a sus vestidos a la moda, todos iguales cómo nos han enseñado los americanos. Unos niños juegan cerca de un arból, le digo que este juego lo odiaba de niño, me aburria muchisimo, prefería el escondite y me comenta que en su tierrra se llama "1-2-3 pollito inglés"...

Otro día me pide de ayudarla en la busqueda de un par de botas pero es más dificil de lo que parece. No me acordaba de la existencia de tantas tiendas que venden botas,¿para que serviran tantas tiendas? pienso dentro de mi cuando llegamos al final de Viale Marconi sin haberlas encontrada. Me transmite siempre mucha ternura pasearme por mi barrio o por las calles que parecian tan lejos de mi casa antes y que en cambio, ahora se han acercado todas. Decido llevar Tracy a comer con mi familia, para que su inmersión en la realidad sea total, comemos da Bruno cerca de casa, le digo que la payata por la noche es pesada, pero se fia de Roby que le sugiere la cicoria ripassata y otras delicias de una cocina antigua pero renovada.
Cuando Tracy vuelve a su país lleva consigo unas estatuas de la Befana compradas en Piazza Navona, unos cuantos refranes nuevos y muchos recuerdos míos, pero ningun par de botas nuevas.
UN ALTRO NOIOSO CAPODANNO
He pasado estos primeros días de vacaciones comiendo, leyendo y (a partir de ayer) experimentando con Carlito el arte del Stop Motion. Fruto de esta experiencia un pequeño video de 1 min que se títula "un tè con Caronte".
Abajo unas fotos antes de la edición final del video.

Ah, y felices vacaciones y buen año nuevo, que sea rico de amor y sueños!






Last comments